Siamo nei ruggenti anni Venti, in una città marinaresca della Francia settentrionale, Saint Malo, un giovane, figlio di una nota famiglia di armatori bretoni con un futuro già scritto dalla nascita, dopo gli studi classici decide di tentare la sorte, la sua sfida con il mondo, provando a misurarsi con il Mare.

Maner Brivèl ottiene infatti la possibilità di realizzare il proprio sogno: navigare a capo di una imbarcazione tutta sua in cambio di una promessa economica ai suoi finanziatori: quella di creare dal nulla una nuova rotta commerciale tra la Francia e le Americhe.
Maner, protagonista assoluto del musical, è un uomo dolce e sognatore, pieno di vita, rispettoso della sua storia ma anche fortemente motivato a cambiare il proprio destino senza rifiutare però l’aiuto e lo stimolo della sua famiglia.
È un protagonista che non ci si aspetta. Un personaggio a suo modo perfettibile e un pò maldestro. A volte risulta presuntuoso, altre fin troppo umile, altre ancora volutamente altezzoso.
Innamorato della bella Lorn’Anne, crede di poter realizzare questa sua visione con lei, che però a un certo punto non ce la fa a seguirlo e lo abbandona.

Questa vicenda segna decisamente Maner che, ormai accortosi della mancanza di coraggio di Lorn’Anne, decide che è arrivato il momento di provare davvero a cambiare la propria vita. Parte quindi a capo della Luisita, una nave non sua assegnatagli dal fato, con rotta verso le Americhe.
Questo moderno Ulisse si imbatterà in un viaggio mozzafiato con una serie di imprevisti che modificheranno per sempre i suoi intenti. La sua lunga traversata lo porterà a Panama dove da poco è stato inaugurato l’attraversamento del famoso Canale.
Tra spie e cercatori di fortuna, altrettanti inquietanti figuri dall’incerto interesse, furfanti e donne di fede, Maner diventa l’eroe del popolo che lo acclama come “Gallo de Panama” (data la sua provenienza dove si parla l’antica lingua neolatina, il Gallo, appunto): la reincarnazione di un loro antico avo e condottiero per la libertà.
Una metafora avvincente sulla vita degli Uomini, mai sazi della propria ambizione e poi ridotti dal destino avverso a difendersi anche da se stessi.

Una storia avventurosa, carica di pathos dove l’Amore è cantato in ogni sua manifestazione: quello incoraggiante di un padre verso il figlio e quello di una madre che assiste inerme al rapimento del proprio bambino; quello consueto tra due persone che si amano e che a volte stentano a capirsi; quello immaginato e non corrisposto; quello verso la propria Terra e quello della Fede; quello dei maestri verso i propri allievi e quello commovente e struggente di chi resta spettatore dell’amore altrui.
Il colpo di scena finale permetterà agli spettatori di riconoscersi nelle parole della bella Lorn’Anne: “Non si può smettere di amare. L’amore è uno solo, e per una persona sola. Il resto è finzione, il resto è illusione. Il resto è solo il resto…